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Febbre da playoff che sale. E salirà ancora di più nei prossimi giorni, toccando un primo picco il 10 maggio data della finale regionale.

C'è però da assumere un'ultima "compressa" di campionato, terapia da rispettare fedelmente perché battendo il Gallipoli già retrocesso, i rossoblù conquisterebbero il privilegio di ospitare il Canosa in casa e con il vantaggio di godere di due risultati su tre, anche nell'eventualità di disputare i due tempi supplementari. Missione da non fallire e avversario da non sottovalutare, al netto di qualche calcolo di formazione. Sono gli ultimi tre punti di stagione regolare, degna spinta per affrontare i successivi impegni che, nella speranza di tutti, dovrebbero condurre al salto di categoria. Ciro Danucci, allenatore del Taranto, un giorno in anticipo rispetto al canonico rituale di immediata vigilia, spiega i motivi che danno un senso a questa ultima fatica di campionato. "Dobbiamo mantenere alta la concentrazione. Ci sono i primi caldi, ci sarà bisogno di determinazione estrema. Il Gallipoli ha la testa leggera, noi siamo obbligati a vincere e dovremo intensi dal primo minuto. Ci vorrà una prova di maturità e quella giusta voglia da mantenere da qui alla fine. Siamo molto contenti di aver raggiunto l'obiettivo, ora il terzo posto dipende da noi. Capitolo formazione? Ci sarà qualche cambio ma senza stravolgimenti, probabilmente utilizzeremo anche giocatori che hanno avuto poco spazio. Konate sta meglio, Delvino non è al 100%. In difesa siamo contati, anche perché Guastamacchia non è del tutto recuperato".
Eppure a gennaio dal ritorno in panchina e a febbraio con l'eliminazione in Coppa la situazione non volgeva al meglio. Il tecnico entra anche nei meandri psicologici di questa lunga rincorsa sottolineando come abbia sempre ritenuto possibile il raggiungimento dei playoff anche all'inizio della sua seconda parentesi di gestione tecnica. "Avevamo un gap importante dalle prime, obiettivamente era difficile recuperare su una delle due. Sul Bisceglie ci siamo riusciti, il Brindisi ha avuto invece un ruolino impressionante. Persa l'occasione del percorso in Coppa anche in modo immeritato, c'era molto scoramento. Diciamo che un po' tutto l'ambiente con ci credeva più non solo i giocatori, anche perché i punti di distacco erano tanti e non riuscivamo a dimezzare il gap. Io però ho sempre creduto ai playoff, abbiamo lavorato spingendo i ragazzi mentalmente, era un periodo non facile. Guido però un gruppo che ha a cuore le sorti del Taranto. Ora c'è da passare dalle parole ai fatti".
Si fatica a non pensare a quello che avverrà oltre la sfida contro il Gallipoli. Quali pensieri frullano nella testa di Danucci?
"Nelle gare secche non abbiamo mai deluso a parte la finale di Coppa a Bisceglie dove siamo arrivati peraltro rimaneggiati. E' da diverse settimane che giochiamo gare di questo tipo in realtà, abbiamo sempre avuto l'assillo di dover vincere per non perdere questa opportunità. Possiamo giocarci con tutti le nostre carte anche guardando alla fase nazionale".
Manca l'ufficialità ma Il 10 maggio appare come data da cerchiare per la sfida contro il Canosa. Bisognerà capire se muterà qualcosa nell'organizzazione della fase a spareggi questo spostamento in avanti.
"Cambierà la preparazione alla gara, magari facendo un lavoro specifico dal punto di vista fisico. Ora abbiamo qualche giorno in più per recuperare qualche elemento non al meglio della condizione. Giocare il 3 o il 10 comunque non fa molta differenza, sarà fondamentale l'atteggiamento con cui arriveremo, senza caricare troppo la sfida. Non sono sorpreso dal Canosa, ha un allenatore che conosce bene la categoria e una squadra di spessore specie in avanti. Ma ci sarà tempo di pensare a questa partita".

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