CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Il campionato è alle spalle, davanti c’è un sentiero già delimitato nelle sue tappe. Playoff, territorio spesso impervio per il Taranto.
Qui parliamo di Eccellenza, una palude sconosciuta con la quale i rossoblù hanno fatto fatica ad adattarsi. Ma le remore e lo scetticismo, mettiamoci anche i numeri di una classifica contraria ad ogni favorevole sviluppo ancora nel mese di febbraio, sono state spazzate via da un nuovo capitolo della gestione Danucci: undici vittorie e quattro pareggi, un andamento deciso con un paio di tentennamenti. Ecco, se si vuole trovare alcune chiavi dell’auspicabile successo ionico c’è da riscontrare questa nuova consapevolezza. Il Taranto affronta i playoff con uno slancio che parte da lontano e che si va sempre più irrobustendosi. E’ la perfetta comprensione del momento che si sta vivendo, la piena coscienza della posta in palio. Il Taranto si è guadagnato questa nuova possibilità che non va sprecata, quasi un indizio del destino di una squadra premiata da puntuali congiunzioni astrali. Il Taranto è stato capace e fortunato, la piccola spintarella dell’approdo in finale di Coppa Italia del Bisceglie è stata decisiva. Era una strettoia in cui i giocatori rossoblù si sono infilati. Ma per ottenere un risultato sportivo non basta l’alea favorevole. C’è un discorso tecnico da consolidare. Il Taranto ha materiale idoneo per giocarsi le sue carte. Al netto, a parte il Canosa, di avversari di cui si conosce ancora poco la consistenza. Ma la sensazione è che il girone pugliese di Eccellenza porti in dote valori certificati anche a livello nazionale. La squadra ionica possiede elementi in grado di rappresentare l’oggettiva differenza in campo. Loiodice è in crescita, certi talenti riescono ad esprimere le proprie potenzialità nei giusti palcoscenici. Losavio ha dimostrato di possedere doti realizzative non comuni e il digiuno di tre partite, le numerose occasioni sprecate specie contro il Gallipoli possono essere assunte con valore scaramantico, in attesa di sbloccarsi nelle future gare più importanti. Come appare evidente che Mastrangelo in porta mostri quei segnali di affidabilità latitanti per tutta la stagione nello specifico ruolo. Ci sono venti favorevoli, ma c’è bisogno in questi momenti della compattezza di tutte le componenti. E appare chiaro come il Taranto senza l’appoggio incondizionato dei tifosi non possa compiere tutta la strada necessaria. Il rammarico di Danucci nel post partita contro il Gallipoli, il modo garbato di censurare uno striscione (“Vergognatevi”) che sinceramente appare nella sua nettezza abbastanza fuori luogo non depone a favore di questa completa unità di intenti. Questo Taranto ha avuto modo di farsi criticare il cui diritto è sacrosanto e legittimo, ci sono stati errori più volte sottolineati, alcune prestazioni sicuramente al di sotto delle attese. I playoff sono da considerare un obiettivo minimo, ma poterli giocare è pur sempre un’opportunità. Non deve essere l'ennesima occasione persa. Sentire il sostegno e la fiducia del pubblico può essere un’ulteriore chiave per il successo. Il Taranto arriverà alla prima sfida contro il Canosa concentrandosi lontano da taccuini e microfoni. Ne prendiamo atto, sinceramente non è un modo ideale per facilitare questo agognato coinvolgimento collettivo.