CRONACHE TARANTINE
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In campionato ad un punto dal sogno peraltro ancora intatto, dall’ennesimo gradino da scalare. Apice sta vivendo un periodo di grande fulgore calcistico, frutto di programmazione e idee chiare.
Dopo aver sfiorato la promozione diretta in Serie D, ad una sola lunghezza dall’Ebolitana, il piccolo club beneventano sorto nel 1964 si appresta a vivere le due settimane più importanti della pur breve storia calcistica. A guidare la società biancazzurra, anche con un passato da calciatore, c’è Felice Pepe che illustra la nascita e i vari passaggi del nuovo progetto. “La società nasce dalla volontà di un gruppo di amici imprenditori di rilevare il titolo sportivo nell’estate del 2019. Un club composto da gente locale che voleva crescere e in pochi anni dalla Seconda Categoria siamo arrivati con tre promozioni consecutive in Eccellenza. Dopo una salvezza ai playout e una permanenza tranquilla, è arrivata questa grande stagione. Non avevamo programmato la vittoria, ma sicuramente di migliorare progressivamente il nostro percorso”. Un torneo conteso all’Ebolitana e un +20 sulla quinta in classifica che ha permesso di saltare il primo turno di playoff. Poi lo 0-0 sulla Battipagliese nella finale regionale, il passaggio alle fasi nazionali in ossequio al miglior piazzamento in classifica ed ora il confronto con il Taranto. Una squadra dinamica e robusta, dedica alla corsa con un’età media di poco superiore ai 23 anni. I numeri non mentono: miglior attacco con 70 reti e il capocannoniere l’argentino Lautaro Schinnea con 18 gol e miglior difesa del girone B con 22 reti al passivo. “Siamo un gruppo giovane affidato ad una guida tecnica come Renato Cioffi di grande esperienza. Abbiamo meritato di stare lassù. Per noi affrontare il Taranto è un onore, sicuramente vivremo sportivamente due grandi giornate”. Apice è un piccolo paese con una struttura davvero limitata (nemmeno 1.000 posti). Il presidente Pepe è conscio di dover affrontare qualche problematica di carattere logistico-organizzativo, ma l’impegno non sta mancando per rendere l’appuntamento di ritorno del 31 maggio allo stadio Perriello perfetto da ogni punto di vista. “La premessa è che sono contento e nello stesso tempo dispiaciuto di affrontare il Taranto e non è colpa nostra se una società di così grandi tradizioni milita in Eccellenza. Noi abbiamo una struttura omologata e capisco le discussioni sulla possibilità di ospitare i tifosi ionici. Ma dico anche che la gente di Apice ha il diritto di vivere la pagina più bella della storia del club nella propria casa. Se non ci dovessero permettere di giocare sul nostro campo, siamo pronti a trovare nuove soluzioni. Personalmente mi sto impegnando affinché ci sia una deroga per ampliare il settore ospiti a 600 ospiti”.