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Foto Studio Ingenito


APICE-TARANTO 2-1


MARCATORI Colarusso (A) rig. al 39' p.t., Schinnea (A) al 12', Trombino (T) al 49' s.t. 
APICE Fusco; Colarusso, Urgioli (32' s.t. Mercaldo), Perretta, Potenza; Evangelista, Paolillo, Mincione; Pesce (43' s.t. Ruggiero); Romeo (20' s.t. Onesto), Schinnea. (Caporaso, Sanginario, De Stefano, Vernacchio, Dimitrov, Kouyate). All. Cioffi. 
TARANTO Mastrangelo; Delvino, Rizzo, Guastamacchia, Derosa; Di Paolantonio, Vukoja (14' s.t. Zampa); Marino, Losavio (34' s.t. Trombino), Loiodice (50' s.t. Incerti); Aguilera (14' s.t. Russo). (Martinkus, Corallini,  Monetti, Labianca, Magalhaes). All. Danucci
ARBITRO Corti di Prato
NOTE Spettatori 1.000 circa. Ammoniti Potenza. Angoli 1-6.
Due rigori contro, una serie di piccoli dettagli infausti tra cui un gol annullato, sembrava un pomeriggio maledetto. E invece, nell'ultimo minuto utile, un gol di Trombino regala la qualificazione al Taranto che accede alla finale playoff nazionale di Eccellenza. Una sconfitta indolore per 2-1, dopo il 3-1 a favore dell'andata. Ma si stava trasformando in una sconfitta dolorosissima che avrebbe portato la gara di ritorno ai supplementari. Giusto così. La squadra di Danucci non meritava di andare ai prolungamenti, punita da episodi singoli e spesso da interpretare. Un guizzo di Trombino ha scacciato i fantasmi, accertando che questa squadra ha gli anticorpi per ogni tipo di difficoltà. C'è da compiere l'ultimo passo, quello decisivo.
Danucci aveva preannunciato un cambiamento in mezzo al campo all'interno dell'abituale 4-2-3-1. Al posto di Incerti, nel ruolo di falso trequartista di destra, c'è Marino che garantisce più corsa e meno fisicità. In difesa scelte obbligate viste le assenze di Hadziosmanovic (squalificato) e gli infortunati Sansò e Konate. Apice con una novità rispetto alla sfida di andata: al posto di Mercaldo c'è Paolillo che è il regista di centrocampo, Potenza fa l'esterno difensivo a sinistra (4-3-1-2). Si gioca in un clima torrido, le energie andranno dosate. Quarantaquattro secondi e il tiro di Evangelista viene respinto con un braccio da Di Paolantonio. Sul dischetto Mincione si fa neutralizzare la conclusione da Mastrangelo. Gli dei del calcio lanciano un segnale. Il sospiro di sollievo è prolungato. Il Taranto ci prova subito da palla inattiva (ci sarebbe una netta trattenuta su Aguilera da azione d'angolo). Opposte volontà: i campani vogliono tenere i ritmi alti, il Taranto accelera solo quando lo desidera. L'eroe di inizio gara Mastrangelo ha un problema muscolare, si tocca dietro la costra destra. Decide di proseguire. Conforta la fase di contenimento dei rossoblù particolarmente concentrati. Fallita qualche ripartenza, ma la sensazione è che la proposta ionica sia molto minacciosa in ossequio a quel dominio del gioco richiesto dal proprio allenatore. Tanti i palloni conquistati, manca la precisione in transizione e in fase di rifinitura. Fare possesso palla è un modo per far scorrere il tempo, l'Apice non pare avere la medesima naturalezza in palleggio del primo tempo dell'andata. Alla mezzora primo tiro del Taranto: sinistro di Losavio alto. Buona occasione. Quella che capita due minuti dopo è ancora migliore. Su penetrazione di Delvino, l'attaccante ha sul piede destro la possibilità di sbloccare la gara, il diagonale è troppo angolato. La superiorità del Taranto è evidente, deve essere solo ratificata da un gol. Aguilera impegna Fusco al 37', ma era meglio servire Losavio o Marino. Si spreca troppo, infatti basta un episodio per rimettere tutto in gioco. Marino entra su Potenza ed è nuovo calcio di rigore. Questa volta alla battuta va il capitano Colarusso che con un potente tiro centrale batte Mastrangelo. E' uno svantaggio immeritato. L'Apice prende coraggio e non ce n'era bisogno. Il Taranto, però, va subito alla ricerca del pari. Si va al riposo con troppo rammarico.  Taranto proteso nella metà campo in avvio di ripresa, non c'è voglia di proteggere l'esiguo vantaggio. Ma lentamente il baricentro dei campani sale. Dopo un'azione insistita, Potenza (uno dei migliori) serve Schinnea a rimorchio che raddoppia. L'Apice pareggia i conti e ora si andrebeb ai supplementari. Danucci corre ai ripari. Zampa e Russo per l'acciaccato Vukoja e Aguilera. Loiodice a giro sfiora il montante al 15'. Ora il Taranto prova il forcing, ma il rischio è di sbilanciarsi. Schinnea in contropiede rischia il clamoroso 3-0. Di Paolantonio, uno dei più lucidi, guida la riscossa. Russo affretta la conclusione, indice della frenesia rossoblù. Losavio non dosa l'assist per Russo, come sopra. L'Apice sembra voler difendere il 2-0 e concede campo. Trombino è la carta per gli ultimi dieci minuti. Annullato un gol a Guastamacchia al 35' su azione d'angolo, si capisce poco in realtà. Gli ionici spingono, Delvino impegna Fusco con un colpo di testa al 42'. Sembra una gara stregata. Ogni conclusione trova un pezzo di corpo umano dei campani, le mischie si susseguono. Manca il guizzo. Cinque minuti di recupero, cinque minuti per evitare i supplementari. Guastamacchia ha il pallone per rovinare i piani, ma manda incredibilmente alto. C'è ancora un'occasione, un lampo di giustizia scuote il pomeriggio di Apice. Sull'ennesima mischia in area campana, Trombino su deviazione di Guastamacchia batte Fusco. E' il gol della qualificazione, la Serie D sarà contesa al Gladiator in doppia sfida.

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