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Foto Studio R. Ingenito


GLADIATOR-TARANTO 0-0


GLADIATOR Merola; Manzo, Campanella, Vitolo; Balzano, De Gregorio, Atteo (1' s.t. Gatto, 10' s.t. De Marco), Picascia; Liguori (19' s.t. Orlando), Malafronte (19' s.t. Giorgio),  Mansour (36' s.t. Bacio Terracino). (Marino,  Argento, Numerato, Esposito). All. Farina
TARANTO Mastrangelo; Hadziosmanovic, Rizzo, Guastamacchia, Delvino (41' s.t. Konate); Di Paolantonio, Vukoja; Marino (30' s.t. Zampa), Losavio (36' s.t. Trombino), Loiodice; Russo (21' s.t. Aguilera). (Martinkus, Corallini, Monetti, Incerti, Labianca). All. Danucci
ARBITRO Prencipe di Tivoli
NOTE Spettatori 1.800 circa. Ammoniti Vitolo, Rizzo. Angoli 0-6.

Si deciderà tutto a Massafra. Il Taranto tiene vive le speranze di promozione in Serie D. Anzi dopo lo 0-0 di Aversa i rossoblù vedono salire le proprie quotazioni. Contro il Gladiator nella finale di andata nazionale dei playoff di Eccellenza, la squadra di Danucci gioca una buona partita ricca di personalità e manovra. Una superiorità che non ha trovato conforto nel risultato pieno solo perché è mancata un po' di incisività in fase offensiva o nell'ultimo passaggio. I campani hanno giocato più sugli errori degli ionici e in uno di questi Mastrangelo ha salvato il risultato opponendosi a Orlando a metà ripresa. 
Danucci deve fare i conti con la condizione fisica di diversi elementi. Konate è recuperato ma va in panchina. Rientra Hadziosmanovic, Delvino passa a sinistra al posto dell'infortunato Derosa. Marino viene confermato incursore di destra, la novità è in attacco: il ruolo di prima punta è di Sante Russo che rileva Aguilera. Gladiator con il 3-4-3.
Rispetto a sette giorni prima ad Apice c'è meno afa, ma la medesima tensione. In più non spuntano episodi contrari in avvio,  ma il Gladiator comincia forte (destro di Vitolo da fuori di poco alto). Liguori e Mansour sono le frecce creative in appoggio a Malafronte. E' 3-4-3 con Balzano e Picascia (ex come Manzo e Giorgio) esterni di centrocampo, il primo deve raddoppiare su Loiodice quando entra in possesso di palla. In fase di distensione spesso Liguori si accentra generando la discesa a destra di Balzano. Taranto che ha un'arma in più: Hadziosmanovic comincia a macinare metri sulla corsia. Un suo radente cross non trova la deviazione di Losavio. Confortante l'applicazione di Delvino in un ruolo non abituale di esterno sinistro. Russo garantisce tanta corsa ed è il primo uomo a portare il pressing. Il Taranto dopo una normale fase di studio prova a tessere la propria tela. L'idea è di allargare la difesa avversaria.  Ci sono spazi per manovrare tra le linee, certamente i rossoblù sono ordinati ma non rinunciatari. Il tridente nerazzurro ha qualità: Mansour impegna Mastrangelo dopo un bel dribbling.  Gladiator che sembra assumere un atteggiamento prudente, affidandosi a rapidi ribaltamenti di fronte o al lancio diretto sul riferimento Malafronte. Al Taranto, che ha maggiore palleggio, manca la rifinitura adeguata, Vukoja sembra soffrire il calcio più di altri.  I rossoblù aumentano la densità nella metà campo campana. Un braccio largo (Balzano) in area del Gladiator su tiro di Loiodice non induce l'arbitro a decretare la massima punizione.  Al 40' Merola si distende per mandare in angolo un bel tiro di Di Paolantonio. E' l'occasione migliore del Taranto. Piace il sacrificio delle punte. Losavio e Russo in diverse circostanze arretrano spesso in ripiegamento. Lo 0-0 alla fine del primo tempo ci sta, ma apprezzabile la personalità mostrata dagli uomini di Danucci. Un atteggiamento che non muta ad inizio ripresa. L'azione fluisce bene ma si arresta ai sedici metri, Losavio al netto del movimento non incide. Loiodice si sveglia: al 10' un bolide ad effetto per poco non sorprende Merola. Gladiator che sfrutta le conclusioni da lontano. Mansour e Liguori ci provano con pericolosità. Ora le distanze si ampliano. Losavio calcia male dopo una ripartenza ficcante. Lo 0-0 scricchiola. Farina e Danucci si giocano le loro carte offensive in panchina. Entrano Giorgio e Aguilera. Ora bisogna anche dosare le energie e limitare al minimo gli errori. Invece il Taranto fallisce un disimpegno e regala a Orlando al 27' la palla del vantaggio, Mastrangelo si supera, respingendo il tiro. Uno spavento terribile. Zampa al posto di Marino per dare sostanza a metà campo. Trombino per Losavio per conferire più forza d'urto offensiva. C'è tanta stanchezza in campo, lo 0-0 ora si rafforza. Il Taranto, però, finisce in avanti con generosità guadagnando un paio di angoli. Gli oltre ottocento tifosi che hanno raggiunto Aversa e inneggiato dal primo minuto, incitano anche nei cinque minuti di recupero. Domenica 14 giugno lo stadio Italia sarà una bolgia, in attesa di esplodere ad un qualcosa che si attende da una stagione intera.

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