CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Il presidente onorario della SS Taranto calcio Giuseppe Merico, alla vigilia dell'ultima gara stagionale, decisiva per il salto in Serie D, rivolge il suo pensiero accorato tramite un lungo e appassionato messaggio che riportiamo integralmente.
"Ormai ci siamo, il traguardo è a un passo. Sembra incredibile e basta ripensare ai ripetuti momenti di difficoltà che il Taranto si è trovato a gestire durante la stagione per capire che trovarsi nella condizione di conquistare la serie D non era affatto scontato. Tutt’altro. Ci sono state fasi in cui l’obiettivo della promozione appariva pressoché irraggiungibile ed era diventato praticamente un sogno, quasi un’utopia.
Per questo, la prima considerazione che mi sento di fare è doverosa: desidero ringraziare quanti, e non sono in pochi, non hanno mai smesso di crederci, continuando a dare il massimo – ciascuno per la propria parte - pur di tenere accesa una fiammella sempre più fioca. Non posso non cominciare dalla società, dalla famiglia Ladisa, da una proprietà che non ha lesinato risorse, impegno e determinazione anche quando bisognava remare controcorrente. I fatti ci hanno subito mostrato che vincere il campionato di Eccellenza pugliese, pur chiamandosi Taranto, non sarebbe stato facile, per una serie di ragioni. Mi preme ricordare il ritardo con cui la nostra missione è partita, quando gli altri erano già pronti, rodati e agguerriti. E’ stato un gap enorme che abbiamo cercato faticosamente di colmare, andando incontro anche a situazioni spiacevoli, a incomprensioni, a errori assai facili quando ci si ritrova a dover recuperare terreno rispetto ad avversari avvantaggiati da circostanze oggettive. Eppure, il Taranto non ha mai smesso di lottare, non si è mai rassegnato al peggio.
Mi pare quindi di poter condividere con la città il plauso alla squadra, nelle sue varie componenti. Il lavoro dello staff guidato da mister Danucci è sotto gli occhi di tutti: i ragazzi oggi giocano un calcio di alto livello, come ha confermato anche la prestazione di Aversa che avrebbe meritato un risultato migliore. A me, però, resta negli occhi la superiorità tecnica e tattica dei nostri che hanno avuto il solo limite di non riuscire a concretizzare un gioco organizzato, godibile e direi di categoria superiore come forse avrebbe dovuto riconoscere anche il tecnico avversario, invece di sottolineare l’unica occasione avuta dalla sua squadra peraltro concessa da una nostra clamorosa leggerezza. E comunque, le ultime partite hanno inequivocabilmente testimoniato una vistosa crescita del Taranto, lasciando forse qualche rimpianto per gli incidenti di percorso che nei mesi precedenti avevano rallentato questo processo di sviluppo.
A conferma di ciò, e di quanto l’undici rossoblù sia oggi competitivo e caparbio, anche il grande entusiasmo esploso nella tifoseria. Oggi i tarantini si possono dire orgogliosi di supportare una formazione che adesso risponde alle loro aspettative e che, probabilmente, se fosse partita con queste qualità fin dall’inizio avrebbe detto la sua anche per la promozione diretta, con tutto il rispetto per il Brindisi e il Bisceglie che ci hanno preceduto in classifica al termine della stagione regolare.
Ma questo è il passato, un’esperienza che comunque sarà utile al Taranto. Ora c’è solo da concentrarsi su una vigilia da vivere con concentrazione ma anche con serenità, da parte di tutto l’ambiente, società-squadra-tifoseria. Siamo tutti convinti di potercela fare, anche se i campani daranno giustamente del filo da torcere. La mia impressione, da vecchio cuore rossoblù, è che il Taranto alla fine conquisterà quello che merita, una serie D che sarà solo un punto di avvio verso un avvenire degno della passione dei tarantini per i propri colori. E l’idea di poter affrontare e vivere questo futuro in una cornice spettacolare, quale sarà il nuovo stadio Erasmo Iacovone, a me fa già venire i brividi. Forza Taranto!".