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Foto Studio R. Ingenito



TARANTO-GLADIATOR 1-2


MARCATORI Bacio Terracino al 34' p.t. Aguilera al 3', Mansour al 49' s.t.
TARANTO Mastrangelo; Hadziosmanovic, Rizzo, Guastamacchia, Derosa (45' s.t. Delvino); Di Paolantonio (48' s.t. Zampa), Vukoja; Incerti (1' s.t. R. Marino), Losavio (45' s.t. Trombino), Loiodice; Aguilera (35' s.t. Russo). (Martinkus, Konate,  Monetti, Labianca). All. Danucci.
GLADIATOR Merola; Manzo, Campanella, Vitolo (41' s.t. Argento); Balzano, De Marco (27' s.t. Atteo), De Gregorio, Picascia; Bacio Terracino (7' s.t. Malafronte), Orlando (7' s.t. Giorgio), Liguori (21' s.t. Mansour). (C. Marino, Schettino, Esposito, Numerato). All. Farina.
ARBITRO Femia di Locri
NOTE Spettatori 2.500 circa. Ammoniti  Orlando, De Marco. Angoli 8-1.


Così no. Fa davvero male. Il Gladiator va in Serie D, batte il Taranto 2-1. I rossoblù sono condannati ad un'altra stagione di Eccellenza. Una punizione troppo grande, gli oltre duemila spettatori portatori di un entusiasmo contagioso che vibrava già un'ora e mezza prima del calcio d'inizio, sono scioccati. Così proprio no. Sul campo il Taranto non meritava di perdere. E' andato sotto alla prima azione contraria, ha avuto la forza di pareggiare ad inizio ripresa e sciupare una quantità di occasioni notevole. Purtroppo i dettagli e le sfumature hanno fatto la differenza. Soprattutto c'è questa maledizione latente che punisce oltremisura il Taranto ad ogni minimo errore. Ma non sfruttare una simile occasione per salire subito in Serie D è stato davvero colpevole.  E poi così proprio no. La bruttissima scena finale con alcuni tifosi che hanno invaso il campo provando a colpire con violenza alcuni giocatori rossoblù macchia in modo oltraggioso una tifoseria che aveva colorato di gioia e festa un pomeriggio terminato risultato alla mano nel peggiore dei modi. Esasperati sì, ma c'è sempre un limite. Lo stadio Iacovone rischia di essere squalificato ancora prima di essere inaugurato. Chissà cosa avrà pensato la proprietà, in tribuna. Cosa passa ora nella loro mente, quale progetto potrà essere rilanciato. Domande  a cui bisognerà trovare delle risposte. Da subito, da domani. 
Tornando alla partita Danucci è di parola: sceglie i fedelissimi per l'ultimo atto. Al centro dell'attacco, rispetto alla sfisa di andata, c'è Aguilera. In più sono recuperati Derosa e Incerti, che partono titolari nel consueto 4-2-3-1. Gladiator con difesa immutata e cambi consistenti in avanti. Il tecnico Farina cambia due terzi del tridente di sette giorni prima: dentro Orlando e Bacio Terracino.  La temperatura è sollecitata ad ogni contrasto o scatto, le marce alte del tifo sono inserite da subito, è evidente come la capienza dello stadio Italia abbia valicato i suoi abituali confini. E' una cornice di eccellenza. E la categoria c'entra poco. Taranto che fa la partita, Gladiator che aspetta. Non ci voleva un mago per prevederlo. In fase di possesso Incerti stringe più del solito per favorire l'inserimento di Hadziosmanovic. I ritmi sono meno frenetici di quando ci si attendesse, Losavio corre e raccorda. Campani che astutamente provano a giocare sull'errore dell'avversario. Al 9' primo guizzo di Loiodice e conseguente fallo, basta questo per infiammare il popolo tarantino. Punizione susseguente del 10, deviazione e palla che pizzica la traversa. Urlo che resta in gola. Aguilera salta il portiere Merola e infila a porta vuota. Il pubblico impazzisce, tutto inutile. Il collaboratore dell'arbitro ha la bandierina alzata. Molti dubbi. Losavio spara su Merola un minuto dopo, occasione fallita. Ora è una corrida, la colonnina del tifo ha esondato il livello massimo. Gara schizofrenica: si passa da momenti di quiete a sbalzi emozionali apicali. Il Gladiator è solido tra i reparti, il Taranto inanella angoli. I minuti scorrono e i rossoblù faticano a trovare la giocata sulla trequarti. Alla prima esitazione il Gladiator punisce: Orlando sfugge a Rizzo e centra per l'accorrente Bacio Terracino che manda sotto la traversa. Il colpo è duro, il Taranto vacilla. Guastamacchia commette un'esitazione non degna del suo standard, Mastrangelo nega a Liguori il 2-0. Loiodice salta tre avversari, serve Aguilera che si ribattere la conclusione. E' la fotografia della prestazione dei rossoblù. Volere e, al momento, non potere. Il Taranto vorrebbe, ma non può anche perché la fortuna non sorride. Vukoja proprio allo scadere del recupero con un destro a giro coglie l'incrocio dei pali, Incerti manca il tap in. Il Taranto è sotto, il pubblico però incoraggia lo stesso. Entra subito Marino per un opaco Incerti. Il Gladiator ha deciso di lucrare sul vantaggio, scegliendo la strada dell'ostruzionismo.  Ma la mossa di Danucci paga subito: Marino penetra dalla sinistra, assist al bacio per Aguilera che non ha difficoltà a metterla dentro. Lo stadio Italia riprende vigore. I valori sono stati riportati nella media. Anzi subiscono un'impennata notevole. Il pubblico riprende a spingere e il Taranto ne beneficia. Farina modifica l'attacco, dentro Giorgio e Malafronte. Marino è il ginseng di Danucci. Merola è un grande portiere. Guastamacchia prima di testa e poi con il destro esalta i riflessi del portiere campano. Ora Loiodice parte da destra, le conclusioni ribattute si sprecano, l'area avversaria è epicentro di mischie continue.  Merola si distende sul mancino di Aguilera al 15'. Si va al ritmo di un'opportunità al minuto. Il Gladiator è oggettivamente in difficoltà nell'arginare la spinta degli ionici. Il 2-1 sperato, invocato e meritato non è arrivato. Si entra nella fase in cui non bisogna sbagliare. Il Taranto rifiata, il Gladiator respira.  Entra Russo per Aguilera al 35'.  Merola vola sul destro di Loiodice. La prudenza prevale sul rischio. Danucci consuma tre cambi nel finale. Rizzo esita e regala un angolo. L'unico per i campani. La beffa è dietro l'angolo. Mansour corregge in modo vincente di testa e pugnala il Taranto al cuore. Mancano ora due minuti del recupero. Marino alza troppa la mira. Sfuma così l'ultima possibilità per rifugiarsi nei supplementari. Restano la rabbia e la delusione, un futuro che ora appare imprecisato. Il pensiero di un altro torneo di Eccellenza ora fa davvero venire i brividi.

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