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Foto Studio R. Ingenito

 

E’ arrivato un primo segnale della proprietà dopo la sconfitta nella finale contro il Gladiator.

Non fa riferimento ad impegni futuri dal punto di vista strategico, ma è comunque una decisione forte. Il Taranto, in seguito ai fatti di violenza avvenuti dopo il fischio finale della gara di ritorno per accedere in Serie D, ha comunicato in una nota ufficiale che “a tutela della propria immagine, dei propri tesserati e della propria comunità sportiva, si costituirà parte civile nei procedimenti che verranno instaurati nei confronti dei soggetti responsabili dei fatti contestati”. Non stupisce una simile iniziativa in quanto la proprietà retta dalla famiglia Ladisa ha sempre “condannato ogni comportamento contrario ai principi di lealtà, correttezza e rispetto che devono caratterizzare il mondo dello sport”. Allo stesso tempo – prosegue la nota - “la SS Taranto ha dato mandato ai propri legali di promuovere ogni opportuna azione giudiziaria, compreso un atto di citazione per il risarcimento dei danni, nei confronti del soggetto indicato nel provvedimento del giudice sportivo quale tesserato della società. Persona rea di avere attinto il quarto uomo con uno schiaffo. Si precisa, infatti, che quest'ultima non risulta tesserata con la SS Taranto, e da ciò ne deriva un grave e ingiustificato pregiudizio all'immagine e alla reputazione del club. La società – chiude il comunicato ufficiale - continuerà a collaborare con le autorità competenti e con gli organi della giustizia sportiva affinché venga fatta piena luce sui fatti e siano accertate tutte le responsabilità”.

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