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La macchina operativa è in funzione, i tavoli su cui lavorare sono molteplici. Il Taranto studia le mosse, annusa le contromosse, in funzione della prossima stagione sportiva.

Il comunicato ufficiale in cui si delineano le strategie per l’immediato futuro abbraccia diverse questioni, tecniche e più strategiche. La faccenda Iacovone appare dirimente, come ogni estate. Ma ora, certamente, ancora di più. Si incastra nella complessità del progetto della famiglia Ladisa, con tutti gli annessi nodi da sciogliere che non sono di poco conto. La richiesta di una riunione tecnica al Comune di Taranto per la prossima settimana, quella che parte da lunedì 29 giugno, ha lo scopo di affrontare questioni che non possono essere più rinviate. La richiesta di una revisione del piano economico-finanziario legato alla gestione dello Iacovone, non più conforme a ciò che si era predisposto originariamente in termini di costi (c’è da sottolineare il passaggio semestrale dalla presentazione della proposta), rappresenta una novità piuttosto evidente che necessita di un confronto franco nel rispetto degli interessi del club rossoblù che non vuole fare salti nel buio. L’investimento è considerevole, specialmente contrasta la maestosità della struttura da gestire con il recinto minimo della categoria di appartenenza. Qui la storia cambia rispetto al passato: non si tratta di firmare un’annuale convenzione con il pagamento di un canone per allenamenti e partite domenicali. Se così fosse, a fronte delle spese enormi da sostenere, lo Iacovone davvero potrebbe correre il rischio di restare una semplice inutilizzabile bomboniera. Tale chiarimento, ovviamente, si annoda con la tempistica e con le scadenze. Ma anche con la necessità di godere delle agevolazioni dei bonus fiscali inerenti all’operazione (Zes). Si è compreso dalla nota ufficiale diramata qualche giorno fa, che il Taranto sembra rassegnato ad una nuova stagione di Eccellenza “nell’impossibilità di soddisfare i requisiti minimi necessari per la presentazione della domanda di ripescaggio al campionato di Serie D”. Ma la postilla successiva “dell’attivazione di un nuovo e distinto percorso normativo e tecnico, le cui modalità sono attualmente in fase di approfondita valutazione” (ipotesi comunque remota e dal contenuto esclusivamente politico) fossero positive per il raggiungimento della categoria superiore, ci sarebbe (condizionale d’obbligo) la questione della presentazione della domanda di iscrizione entro il 10 luglio che tra l’altro prevede di “allegare dichiarazione di disponibilità del campo di gioco, unitamente a copia della convenzione con scadenza non inferiore al 30 giugno 2027. Oltre alla precisazione “che può essere concessa deroga alle società per il tempo strettamente necessario all’ultimazione dei lavori, previa indicazione di un unico campo alternativo provvisto di agibilità definitiva. In caso contrario dovrà essere chiaramente disposta, da parte dell’Ente proprietario, la concessione della struttura per la disputa di gare a porte chiuse”. Il 10 luglio data non casuale in quanto individuata come giorno ultimo per la conclusione del percorso di pubblica utilità della proposta in ossequio a quel passaggio semestrale. La squalifica fino al 15 novembre dell’impianto di casa (salvo riduzioni in caso di accoglimento del ricorso in Corte d’Appello) complica l’assunto. In questi giorni, nelle ipotesi più suggestive, sono circolate quelle di paventate operazioni di fusioni e acquisizione di titoli sportivi, scenari che vengono frustrati dalla poca anzianità di affiliazione alla FIGC (servono almeno due anni) della SS Taranto Calcio e dalla mancanza di società di D utili alla causa presenti nel territorio provinciale. Tempi stretti e questioni urgenti. Infatti il 29 giugno è data di partenza di una settimana comunque interessante nel suo complesso. Non solo Iacovone, si studia il prossimo organigramma, con ruoli da affidare e magari nomi da confermare (il riferimento è al direttore sportivo Danilo Pagni). Il posto di allenatore, data la scontata non conferma di Ciro Danucci, è nevralgico. Tante le figure contattate e diversi i sondaggi esplorativi per capire disponibilità e voglia di avventurarsi nel nuovo progetto. La società vorrebbe un allenatore vincente ed esperto. Il nome di Francesco Farina è spuntato come riflesso condizionato, il nome di Nicola Ragno è stato investigato ma le quotazioni appaiono in ribasso. Anche, forse, per un suo passato sulla panchina rossoblù non proprio felice. Ecco perché potrebbe prendere quota la candidatura di Giuseppe Laterza. Ma i nomi sul taccuino sono diversi. Anche il parere di Pagni, in odore di conferma, potrebbe rivelarsi decisivo.

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