CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Danilo Pagni, in qualità di direttore sportivo in pectore (malgrado un contratto in essere i nuovi ruoli dirigenziali non sono stati ancora ufficializzati dalla proprietà per la stagione 2026/27) ha convocato una conferenza stampa per rimproverare gli organi di informazione e in buona sostanza ordinare di calibrare il proprio lavoro, non ledendo le alchimie e le prossime mosse del Taranto calcio in tema di campagna acquisti.
Come farlo? Contravvenendo alla più semplice regola del giornalismo: quando si ha una notizia bisogna darla, sempre nel rispetto della veridicità e della fondatezza di quella notizia. Se poi il calciomercato, drogato da interessi plurimi partorisce svariati nominativi, rappresentando spesso la fiera dell’effimero, dove un contatto reale può tradursi in accordo il giorno dopo ma bensì anche rimanere confinato a quel semplice contatto, allora bisogna farsene una ragione. Ed è strano che un dirigente esperto e preparato come Pagni che vive di mercato da decenni non comprenda il meccanismo. O forse siamo noi al di qua che non percepiamo certe sensibilità. Ma non crediamo. Le centinaia di nomi di giocatori e allenatori evocati dallo stesso direttore sportivo farebbero il male del Taranto e delle sue strategie, alimentando una pubblicità spropositata e un possibile aggravio di spese. Il Taranto in Eccellenza, di per sé, veicola una pubblicità spropositata per la categoria. È un fardello che purtroppo bisogna trascinarsi con sé. E sull’aggravio di spese è normale, scoop giornalistici a parte, che il destinatario degli interessi di una corazzata come quella rossoblù, abbia tutto l’interesse automatico a monetizzare, specialmente in latitudini calcistiche dilettantistiche. Il Taranto, però, ha un vantaggio per aggirare l’ostacolo: ha una forza economica che può arrivare a chiunque, ha un “appeal” tale che può convincere chiunque. Giocatori sul mercato ce ne sono a centinaia e Pagni sa fare bene il suo mestiere. E poi bisognerebbe ancora una volta non dare troppa importanza agli organi di informazione. Che, cambiano i tempi, sono ormai da confinare alle televisioni e ai siti o podcast sul web, visto che la carta stampata almeno a Taranto (ma non solo) agonizza anno dopo anno. I mass media hanno perso buona parte di quella capacità di istruire o “manovrare” l’opinione pubblica, nostro malgrado, denunciando (a torto o a ragione) un deficit crescente e oggettivo di credibilità. Ognuno si assume la responsabilità di quello che fa, sono i fatti e le relative conseguenze che delineano la serietà e la capacità di fare bene quel dato mestiere. Danilo Pagni, se come ormai è acclarato, avrà il compito di allestire il nuovo Taranto 2026/27, può stare tranquillo. Non c’è motivo già dal mese di giugno di favorire crepe nei rapporti. Ci sono ancora i mesi di luglio e agosto di mezzo prima dell’inizio della stagione agonistica. Ben sapendo che se l’anno scorso, almeno su queste pagine, si era dilatato il livello di comprensione per il ritardo tecnico e organizzativo accumulato, sottolineando consciamente che sarebbe stata una stagione affannosa e di rincorsa, l’anno che sta per aprirsi non potrà godere di queste aperture di credito davvero da ridurre al minimo. Il Taranto e l’Eccellenza (se non sarà Serie D come sembra) non possono familiarizzare più di due stagioni. Il livello di attesa e di richiesta in termini di risultato (uno solo) saranno massimi andando avanti con la stagione. Non è un modo di mettere pressione, è la naturale presa della realtà. Altro che destabilizzare l’ambiente con nomi di centravanti o allenatori.