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Primo giorno da allenatore del Taranto. Il carico di responsabilità, per ora, pesa solo a parole. Alberto Giuliatto è la scelta della proprietà Ladisa per cancellare l’amarezza del primo anno di Eccellenza terminato con una finale playoff persa.

Tono misurato, frasario spiccio, modo piuttosto semplice di comunicare. “A me non piace tanto parlare, preferisco il lavoro sul campo”. Giuliatto sa bene a cosa va incontro. Ha messo in conto la pressione, le alte aspettative, conosce il suo orizzonte. Ma chi gli chiede di vincere il campionato già a gennaio, risponde così. “Bisogna centrare l’obiettivo, il campionato è complicato, si può vincere anche all’ultima giornata. Non guardo al mese. Siamo un club blasonato, tutti ci daranno battaglia e dobbiamo aspettarci di tutto. E poi non vediamo l’ora di giocare con lo stadio nuovo”. Per questo bisognerà attendere qualche settimana. Il campo squalificato, il -2 in classifica, oggettive difficoltà iniziali. Ma Giuliatto ha scelto Taranto senza esitazioni. “Quando ti chiama una società del genere bisogna accettare subito. A mio avviso è per me una grande opportunità. Ringrazio la società per la fiducia, il direttore Pagni che ha una grande esperienza. Taranto è un punto di partenza, ho avuto la fortuna di fare il giocatore ad alti livelli, so che potrebbe essere un’occasione per spiccare il volo nel calcio vero e scalare le varie categorie, anche se so benissimo che non è semplice vincere”.
 
Di Giuliatto non si conosce molto, il suo curriculum come evidenziato dallo stesso Pagni, è piuttosto vergine. Il Toma Maglie da lui allenato ha impressionato per iniziativa e proposizione. Il neo tecnico rossoblù tratteggia a grandi linee la sua squadra ideale.
 
“Voglio una squadra coraggiosa che abbia fame di vincere. C’è bisogno di maggiore dinamismo e intensità, aspetti che l’anno scorso in certe partite sono mancati. Qui serve vincere, se giochiamo bene è meglio, ma preferisco ottenere i tre punti anche al 95. Ci saranno gare sporche specie fuori casa, ne siamo consapevoli. Per il modulo, di base adotto una difesa a quattro con tre centrocampisti. Parlare di numeri nel calcio di oggi conta poco. Io credo che la differenza la faccia in che modo si trasferisce la mentalità vincente in un gruppo”. E sulla pressione. Tutti chiederanno a Giuliatto di vincere il campionato. “Conosco le dinamiche degli spogliatoi per averle vissute specialmente da calciatore, capisco quanto gestire momenti positivi e negativi. Loiodice? Giocatore importante, ci può dare una grossa mano, non vedo l’ora di allenarlo. Abbiamo le idee chiare, sappiamo già chi confermare. Siamo legati ai risultati, lo capisco, ma essere condannati a vincere è anche uno stimolo. La tifoseria può essere la nostra arma in più”.
 
La Serie D resta in un angolo (“Non ci penso, abbiamo l’obiettivo di vincere l’Eccellenza”), per ora resta il messaggio da dedicare alla piazza. “Onorato di fare parte di questa città. Costruiremo un Taranto forte, mi auguro di riportare questa squadra nel calcio che conta”.

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