CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
È proprio vero, l’equilibrio è un’allucinazione dell’immaginazione umana. Tutto cambia in fretta, specie i giudizi.
Poi se siamo a Taranto e vogliamo disquisire di calcio, allora provare ad avere un approccio equilibrato resta davvero un’illusione. È bastata una sconfitta indolore in un frammento di triangolare, peraltro contro una formazione di categoria superiore come la Lucchese, per estendere dubbi, alimentare perplessità, rimodulare i giudizi sulla rosa (ancora da completare visto il mercato ancora aperto). Considerando che le prime valutazioni reali potranno essere compiute con le gare vere, quelle con i punti in palio; che occorre fare trascorrere un lasso di tempo sufficiente (un paio di mesi) per accorgersi degli effettivi valori, anche della concorrenza, si può però già affermare con pochi dubbi che il Taranto intravisto nel ritiro di Chianciano nasca con delle fondate ambizioni e ottime prospettive. La squadra è di buon livello non fosse altro perché chi è rimasto rappresentava l’ossatura di esperienza e qualità migliore della passata stagione. E i nuovi arrivati possono fungere da travi portanti o pilastri accessori, possono completare un reparto o assumere un ruolo maggiormente da protagonista. Il tecnico Giuliatto ha lavorato su diversi moduli anche se il 4-2-3-1 ha avuto maggiore sviluppo tecnico e tattico, specie negli allenamenti congiunti sbirciati nel ritiro toscano. Rispetto all’anno scorso (dove il ritiro non fu nemmeno contemplato per ovvi motivi temporali) c’è un deciso passo in avanti in diversi ambiti: il ruolo del portiere appare coperto e dà assolute garanzie. Si è scelta la strategia dell’over tra i pali. Lombardo e Catelli si sono disimpegnati in modo egregio, chiamati spesso in causa, hanno denotato notevoli qualità. Ecco, questa continua sollecitazione potrebbe aprire un piccolo dibattito sulla capacità ancora non ottimale di respingere gli attacchi avversari. Il 4-2-3-1, specie quando la condizione fisica non è ottimale, tende sempre a prestare il fianco. E la linea a quattro (appare uno dei dogmi del nuovo tecnico rossoblù) finisce per soffrire per poco filtro di centrocampisti e attaccanti. La sensazione è che, pur considerando Morales e Perretta due validi difensori centrali, Guastamacchia resti il leader del reparto, intorno al quale registrare l’intero settore. E forse la ricerca di un altro elemento di spessore come Lanzolla risponde a questa necessità. Hadziosmanovic e Potenza sono un binomio che a destra lascia tranquilli, mentre il ruolo di esterno sinistro si è già capito sarà appannaggio di un under (Semilia e Lenti in ballottaggio). Con l’arrivo di Angiulli il reparto mediano è al completo. Insieme a Di Paolantonio, il neo arrivo mancino potrebbe essere l’uomo in grado di conferire maggiore ordine, mentre Vukoja per caratteristiche tende maggiormente a cucire il gioco con gli attaccanti e fare più movimento. Skoric è uomo fisico, ha bisogno di giocare e entrare nella dovuta forma atletica. Appare più un elemento di supporto, abile nella fase di non possesso. Il reparto d’attacco ha fatto intravedere diverse luci e qualche ombra. Nel ruolo di prima punta c’è Rajkovic, ma all’occorrenza anche Losavio può svolgere quel lavoro avanzato. Corvino è sempre stato impiegato come sottopunta e il suo processo di integrazione appare già a buon punto. A sinistra Loiodice tende ad assumere un atteggiamento tattico simile alla passata stagione: spesso molto largo, una sorta di regista e trequartista insieme, decentrato. A destra del tridente della trequarti potrebbe figurare il secondo under. Senza fare sfracelli, Soldani fa scorgere doti tecniche superiori. In concorrenza con l’ex UC Bisceglie, potrebbe esserci Monetti. Poi c’è l’elemento che spariglia: Oltremarini ha destato interesse per la sua duttilità (un po’ esterno, un po’ prima punta, un po’ alle spalle del centravanti), ma anche per la sua confidenza con il gol. Premesso che più di Giuliatto non lo conosce nessuno per averlo allenato l’anno scorso a Maglie, relegarlo sulla corsia esterna appare leggermente mortificante per un giocatore che deve annusare la porta avversaria e giocare quindi più vicino all’area di rigore. Sicuramente ci sarà bisogno di qualche under in più in organico (ad esempio da capire l’entità dell’infortunio del mediano Mutisi), probabilmente di un’altra punta centrale o di un alter ego di Loiodice a sinistra. Del reparto difensivo si è detto. Piccoli accorgimenti, il lavoro del direttore sportivo Danilo Pagni è stato in questa prima parte proficuo. Sta nascendo un Taranto in linea con il programma vincente dichiarato, Giuliatto avrà il compito e il dovere di rendere la squadra produttiva e offensiva. Il giusto perché, lo abbiamo intuito la scorsa stagione, oltre alla qualità, servono in Eccellenza armi più dirette per arrivare all’obiettivo.