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CANOSA-TARANTO 3-0


 
MARCATORI Lavopa rig. al 6’, Bernaola al 13’, Castro rig. al 43’ s.t.
 
CANOSA Masi; Lamacchia, Visani, Di Fulvio, Farinola; Iagulli (47’ s.t. Di Benedetto), Bernaola, Cafagna (33’ s.t. Castro); Lavopa; Lattanzio (45’ s.t. Dammacco), Di Piazza (22’ s.t. Russo). (Tucci, Bucci, Simone, Rotondo, De Gol, Dammacco). All. De Candia
 
TARANTO Lombardo; Guastamacchia, Lanzolla, Morales (14’ s.t. Saraniti); Hadziosmanovic, Vukoja, Skoric (34’ pt Bonavolontà), Lupo; Soldani (32’ s.t. Odia), Losavio (14’ s.t. Falzerano), Taurino (37’ s.t. Rajkovic). (Baietti, Delvino, Potenza, Lenti, Rajkovic). All. Tiozzo
 
ARBITRO Bruno di Lecce
 
NOTE Spettatori 700 circa. Ammoniti Skoric, Di Fulvio, Losavio, Bonavolontà, Saraniti, Hadziosmanovic. Angoli 2-1.
 
 
 
Luca Tiozzo aveva dichiarato alla vigilia che qualunque risultato fosse emerso non avrebbe fornito una parola definitiva sul campionato di Canosa e Taranto. Sicuramente vero in virtù del momento iniziale stagionale, ma almeno per gli ionici si può affermare che il campionato si sta complicando. Nel primo scontro diretto della stagione, la squadra rossoblù affonda nella ripresa con il Canosa abile a portare gli episodi dalla propria parte. Siamo solo alla settima giornata, ma i punti di ritardo dai canosini sono sei, sette se si considera la capolista Squinzano. Distanze ancora colmabili, ma per ora tendono ad ampliarsi. Primo tempo ben giocato, tanto possesso palla, anche se la casella dei tiri in porta è rimasta sullo zero. Poi l’avvio di ripresa colpevole, i due gol accusati e la mancanza di argomenti per riaprire la sfida. Un ko, appesantito nel finale con il secondo rigore contro, che deve fare riflettere. La dirigenza sta tentando di riparare alcuni errori sul mercato, ma essere un cantiere aperto permanente non garantisce continuità e a volte può presentare il conto.
 
Tiozzo nel terzo impegno in sette giorni schiera una formazione molto vicina a quella vista in campionato contro il Novoli. Non c’è Corvino (nemmeno convocato, Di Paolantonio e Angiulli non trovano posto in panchina) al suo posto Taurino. A metà campo viene scelto Skoric, c’è da battagliare. In panchina gli ultimi arrivi Falzerano e Bonavolontà. Canosa bravo sempre a cambiare pelle dal punto di vista tattico. De Candia opta per il 4-3-1-2 con Lavopa alle spalle dell’asse offensivo composto da Lattanzio e Di Piazza. Clima acceso, l’aria da grande sfida si avverte nitidamente. Canosini in forcing e c’era da aspettarselo, rossoblù che non si fanno intimidire. La posizione ondivaga di Lavopa è da decriptare. Fare possesso è un modo per raffreddare gli animi dei padroni di casa. Taurino è ciò che Lavopa rappresenta per il Canosa: l’uomo che che deve accendere la luce, il servizio per Losavio trova una deviazione di testa imprecisa della prima punta. Skoric entra in modo avventato su Lattanzio, è un giallo che pesa. I contenuti agonistici si mantengono elevati. Il Taranto manovra bene, ha pazienza, sa quando affondare sulle corsie esterne, mancano la precisione nell’ultimo passaggio e la capacità di riempire l’area avversaria. Prima mezzora avara di occasioni. Esordio per Bonavolontà che rileva l’ammonito Skoric e diventa il regista del Taranto. Rischi non se ne corrono in una gara del genere. Come ridotti al minimo sono le opportunità concesse dal sistema difensivo ionico registrato in modo impeccabile nella prima frazione. Canosa all’assalto o più circospetto? Barrare A ad inizio secondo tempo con Lavopa che agisce da esterno sinistro. Troppa disinvoltura nel possesso palla dei difensori rossoblù, Morales si fa soffiare palla da Di Piazza e poi rovina il tutto con un intervento da rigore. Lavopa batte Lombardo. Il San Sabino è una polveriera, ora serve un Taranto da nervi saldi e qualità tecniche notevoli. Al Canosa meglio non potrebbe andare: sopra di un gol, animi surriscaldati, gioco da praticare in contropiede. Tiozzo si vuole affidare a Saraniti e Falzerano, ma non fa in tempi ad operare i cambi che Bernaola offre il pezzo del suo repertorio: tiro da fuori area e palla nel set. Saraniti e Falzerano entrano per Morales e Losavio, il Taranto diventa 4-2-3-1. Il Canosa è tarantolato, viaggia sulle ali dell’entusiasmo, gli ionici tardano a reagire. Falzerano si muove lungo tutto l’arco offensivo, l’under Masi blocca un cross basso dell’ex monopolitano. La gara scivola via quasi impalpabile, al Canosa non serve più pigiare sull’intensità, anche se appare in totale controllo della sfida. Tiozzo punta sul doppio centravanti con l’inserimento di Rajkovic. Fioccano le ammonizioni, il Taranto è in preda alla frustrazione. Nel finale il portiere Lombardo esce a valanga sull’ex Sante Russo. Altro rigore questa volta trasformato da Castro. Il 3-0 è una mazzata pesante, sarà dura digerire una sconfitta del genere.

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