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Foto di repertorio (Studio Ingenito)

 
Coppa Italia da non sottovalutare. Il percorso alternativo è sempre più credibile e il Taranto vuole approcciare al meglio la doppia sfida contro l’Acquaviva valida per il secondo turno della manifestazione, al momento, regionale.

Il tecnico Luca Tiozzo, nella prima gara in campo esterno (inizio ore 15.30), ha l’intenzione di sondare quegli elementi che al momento hanno trovato poco spazio in campionato. Guai a definirlo turnover, secondo l’allenatore rossoblù gioca sempre la migliore versione del Taranto. “La competizione è importante per noi. La marcia di avvicinamento è avvenuta al meglio, quando si vince si lavora sempre bene. Dobbiamo ambire al massimo in Coppa, non lasciamo nulla al caso”.
Il Taranto comincia ad assomigliare alle idee di Tiozzo. Sicuramente differente da quello che era ancora da sondare nel primo turno della manifestazione. Da capire l’approccio, se si vorrà insomma chiudere i conti già nei primi novanta minuti.
“Non si può pensare a superare un turno di Coppa già all’andata. Se riusciremo a fare un risultato ampio, tanto di guadagnato, ma nel calcio è a volte una mancanza di rispetto agli avversari pensare di chiudere in un solo confronto. La gara è da giocare forte, se riusciamo ad incanalarla nel migliore dei modi saremo soddisfatti maggiormente. Se invece sarà contro l’Ostuni (1-1, ndc) non faremo tragedie. Ora sono più tranquillo rispetto al primo turno, ho oltre venti giocatori che si stanno allenando bene e su cui posso contare”.
Qui si apre un delicato capitolo: i giocatori su cui puntare. Le prossime scelte saranno significative per comprendere quali elementi fanno ancora parte dei programmi tecnici.
“Accettare le tribune non è mai semplice. Si lavora una settimana e poi si vorrebbe essere protagonisti. Con grande professionalità l’hanno accettata finora. A livello di comportamenti non posso dire nulla. Siamo 28 giocatori con tre portiere forti. Purtroppo qualcuno ci lascia le penne, ma sono sereno. Chi giocherà darà il 100%, questo è certo”.
Gli allenatori insegnano che prima del modulo di gioco, è più importante seguire i principi e gli atteggiamenti giusti. Il Taranto sembra, dal punto di vista tattico, evolversi seguendo un doppio binario.
“Darò continuità al centrocampo a due. Poi il resto fa parte della strategia di gara. Non voglio privarmi di nulla, sono due fonti importanti a cui attingere. Possiamo giocare bene con i 3-4-3 o il 4-2-3-1. Voglio che i principi di gioco siano più radicalizzati nei ragazzi”.
Capitolo formazione, sempre senza sbilanciarsi troppo.
“Credo che cambieremo qualcosa, lo faccio perché credo sia un atto dovuto per questi ragazzi che mi stanno dando tutto. Dobbiamo recuperare un po’ di strada in campionato, ma ci tengono anche a questo tragitto. Dobbiamo stare attenti agli acciaccati, la rosa profonda mi aiuta. Non sarà un Taranto sperimentale, sicuramente mi piacerebbe vedere una squadra sempre aggressiva come i primi 35 minuti a Racale”. E il cosiddetto mal di trasferta? “Fuori casa abbiamo sbagliato la gara di Canosa. La grande differenza è il nostro pubblico: rappresenta il nostro valore aggiunto e probabilmente toglie anche qualcosa agli avversari. Veniamo seguiti dai tarantini presenti in tutta Italia, si aspettano il meglio e noi dobbiamo avere un grande atteggiamento anche fuori casa esprimendo una prova gagliarda per come l’abbiamo preparata”.
Non è sua competenza specifica, ma Tiozzo sfiora le polemiche extracampo degli ultimi giorni.
“Noi ci alleniamo bene, è un atto dovuto nei confronti dei nostri tifosi. La proprietà ha a cuore questo progetto, poi non entro in alcune dinamiche. Siamo concentrati per dare gioie a chi ci vuole bene”.

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