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L’intelligenza artificiale è ormai entrata stabilmente nelle aule scolastiche e nelle abitudini degli studenti italiani.
Dalle elementari alle superiori, i sistemi di IA vengono utilizzati per studiare, fare ricerche e semplificare il lavoro scolastico, mentre cresce anche il loro impiego da parte degli insegnanti.
L’intelligenza artificiale è sempre più diffusa nel mondo della scuola. Secondo i dati raccolti da Unicusano, il 94% degli studenti delle scuole superiori utilizza strumenti di IA almeno occasionalmente, mentre il 62% li impiega con frequenza settimanale o quotidiana. L’84% degli studenti, inoltre, ricorre all’IA come supporto allo studio.
Il fenomeno riguarda anche le fasce d’età più giovani. L’utilizzo dell’IA generativa passa infatti dal 70% tra i bambini di 9-10 anni al 98% tra i ragazzi di 15-16 anni. Complessivamente, l’89% degli studenti italiani tra i 9 e i 16 anni dichiara di aver utilizzato almeno uno strumento di IA generativa, una percentuale superiore alla media europea del 72%.
Secondo l’Unicef, nei dieci Paesi analizzati almeno 20 milioni di bambini hanno già utilizzato strumenti basati sull’intelligenza artificiale e circa 13 milioni li impiegano per apprendere o svolgere i compiti scolastici. Un dato che evidenzia come i più giovani adottino queste tecnologie a una velocità molto superiore rispetto agli adulti.
Tra gli studenti quindicenni italiani, il 47% utilizza chatbot basati sull’IA almeno una volta alla settimana per imparare nuovi argomenti, il 39% per effettuare ricerche, il 36% per sintetizzare testi e il 30% per elaborare contenuti destinati ai compiti scritti. Parallelamente cresce l’attenzione verso l’uso consapevole degli strumenti digitali: il 73,7% degli studenti italiani afferma di aver imparato a valutare l’affidabilità delle informazioni generate dall’intelligenza artificiale, contro una media OCSE del 62,6%.
L’IA sta modificando anche il lavoro degli insegnanti. Un docente su quattro delle scuole medie dichiara di aver già utilizzato questi strumenti nella propria attività professionale. Tra questi, il 68% li impiega per preparare lezioni e attività didattiche, il 61% per supportare studenti con bisogni educativi speciali e il 27% per attività legate alla valutazione.
Accanto alle opportunità emergono però interrogativi legati a privacy, trasparenza e utilizzo corretto delle tecnologie. In una survey europea, il 60% degli operatori scolastici ha espresso preoccupazione per la protezione dei dati personali, il 55% per possibili bias e scarsa trasparenza dei sistemi e il 48% per l’assenza di regole chiare. Inoltre, il 72% teme un utilizzo improprio dell’IA da parte degli studenti, il 71% un’eccessiva dipendenza da questi strumenti e il 55% segnala rischi legati a plagio e integrità accademica.
Per questo motivo, Commissione europea e OCSE hanno introdotto nel 2026 un framework dedicato all’alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale nelle scuole primarie e secondarie. L’obiettivo è promuovere un utilizzo consapevole degli strumenti digitali e sviluppare competenze tecniche, etiche e critiche sempre più necessarie sia nel percorso scolastico sia nel mondo del lavoro.