CRONACHE TARANTINE
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Può un emendamento provocare un vero terremoto politico nella maggioranza che sostiene il sindaco Bitetti?
A quanto pare sì, perché quanto accaduto nelle ultime ore a Palazzo di Città ha scoperchiato tensioni che covavano da tempo, trasformando una modifica regolamentare in un detonatore capace di ridisegnare gli equilibri interni. Tutto ruota attorno all’emendamento presentato dal consigliere comunale di Azione, Enzo Di Gregorio, che ha cambiato il Regolamento del Consiglio comunale introducendo la possibilità di costituire gruppi consiliari composti anche da un solo consigliere. Una norma che, nelle intenzioni, voleva riconoscere dignità politica ai singoli rappresentanti, ma che nella pratica ha aperto una frattura evidente con il Partito Democratico.
Il Pd, già provato dall’uscita dello stesso Di Gregorio nelle scorse settimane, ora deve incassare anche quella di Virginia Galeandro, unica esponente dem ad aver votato a favore dell’emendamento, in aperta controtendenza rispetto al resto del gruppo. Una scelta che ha assunto immediatamente il valore di un posizionamento politico e che ha spinto la consigliera a guardarsi intorno. Non è affatto scontato, come sembrava inizialmente, il suo ingresso nel super gruppo “Unire Taranto con Bitetti”, nato dalla federazione tra i gruppi CON Bitetti (Patrizia Mignolo, Daniela Galiano, Vittorio Mele e Massimo Vozza) e Unire Taranto (Patrizia Boccuni e Giandomenico Vitale). Galeandro appare in una fase di valutazione, mentre il Pd vede assottigliarsi ulteriormente la propria rappresentanza.
Con la sua uscita, infatti, i democratici scendono a cinque consiglieri: Alexia Serio, Marilena Devito, Luca Contario, Luana Riso e Stefano Panzano. Una pattuglia che a inizio legislatura contava otto componenti e che oggi appare indebolita e costretta a correre ai ripari. Tra le ipotesi sul tavolo c’è l’accelerazione del ritorno di Gianni Azzaro, attualmente all’opposizione tra i Riformisti per Taranto-Psi, ma già in più occasioni astenutosi su provvedimenti della maggioranza, segnale di un dialogo mai interrotto. Con lui potrebbe rientrare anche Giampiero Mancarelli, ex presidente di Kyma Ambiente, anch’egli dato in riavvicinamento.
Il clima politico si è ulteriormente surriscaldato nella giornata di lunedì 30 marzo, quando la presenza a Taranto del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha attirato un vero e proprio pressing da parte di esponenti politici locali desiderosi di ritagliarsi nuovi spazi o di consolidare la propria posizione in un quadro sempre più fluido. Una dimostrazione plastica di quanto l’emendamento approvato abbia accelerato dinamiche già in movimento.
Sul fronte delle reazioni, Azione ha difeso la scelta del proprio consigliere. In una nota firmata da Angelita Salamina, Tommy Lucarella e Giuseppe Maiorano, il partito parla di “un passaggio significativo nel riconoscimento del pluralismo politico”, respinge come infondate le accuse di norme ad personam e invita a mantenere il confronto “su un piano di merito e responsabilità istituzionale”, ribadendo la volontà di collaborare con tutte le forze che sostengono l’amministrazione Bitetti.
Di segno opposto il commento di Francesco Battista, referente di Futuro Nazionale Vannacci, che affonda il colpo: “Lo avevo detto fin dall’inizio: con Bitetti non sarebbe cambiato nulla rispetto all’amministrazione Melucci. Oggi la realtà è sotto gli occhi di tutti”. Battista parla di “stessi problemi, stessi litigi, stessi equilibri precari”, accusa la maggioranza di essere impegnata in una “corsa alle poltrone” e punta il dito anche contro un’opposizione “troppo morbida”, che a suo dire avrebbe finito per aiutare il sindaco nei momenti decisivi, come nel voto sull’emendamento di Di Gregorio.
Il risultato è un quadro politico in pieno movimento, con una maggioranza che deve ricompattarsi, un Pd in cerca di nuova stabilità e un Consiglio comunale attraversato da tensioni che potrebbero produrre ulteriori scossoni. E tutto è partito da un emendamento che, sulla carta, doveva solo aggiornare un regolamento. In realtà ha aperto una fase nuova e tutt’altro che prevedibile.