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Presentato oggi, venerdì 6 novembre 2026, nella Sala Stampa della caserma "Ugo De Carolis", sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Taranto, il Calendario Storico 2027 dell'Arma dei Carabinieri.
A illustrarne contenuti e significato è stato il colonnello Antonio Marinucci, comandante provinciale dei Carabinieri di Taranto, che ha accompagnato i presenti in un percorso attraverso le dodici tavole dedicate alle specialità dell'Arma e al servizio quotidiano svolto a tutela della sicurezza e della legalità.
Il Calendario Storico rappresenta da sempre uno degli strumenti più significativi con cui l'Arma racconta la propria identità, il proprio patrimonio di valori e il legame con le comunità locali. L'edizione 2027 ripercorre le principali articolazioni operative dell'organizzazione, mettendo al centro donne e uomini impegnati ogni giorno sul territorio.
«Il calendario ripercorre tutte le specialità e gli impegni dell'Arma - ha spiegato Marinucci - dalla Stazione al Radiomobile, dai reparti speciali ai reparti d'élite, dall'Arma a cavallo al comandante di stazione. Tutti lavorano per l'ordinato vivere civile e per il rispetto della legalità».
I testi che accompagnano le tavole sono firmati quest'anno da Ferruccio De Bortoli e Bruno Vespa, che raccolgono il testimone dello scrittore Maurizio De Giovanni, autore dell'edizione precedente.
La prima tavola, curata da Bruno Vespa, è dedicata al Nucleo Radiomobile, definito dal comandante provinciale «un servizio nel servizio». Un reparto chiamato a intervenire in ogni situazione di emergenza, spesso senza conoscere in anticipo ciò che troverà sul posto. Segue la tavola dedicata alle Stazioni Carabinieri, presidio capillare dello Stato sul territorio. «In Italia ci sono oltre 4.500 stazioni che diventano più di 5.000 considerando quelle forestali. A Taranto abbiamo una stazione in ciascuno dei 29 comuni della provincia», ha ricordato Marinucci.
Spazio poi al comparto navale, con le motovedette impegnate nella sorveglianza delle coste italiane, soprattutto nelle aree maggiormente esposte ai fenomeni migratori, e ai nuclei subacquei, che operano non soltanto nelle attività di ricerca e soccorso ma anche nel recupero di reperti archeologici e beni storici sommersi.
Tra i reparti più specializzati trovano posto il GIS, Gruppo di Intervento Speciale, e le SOS e API, Squadre Operative di Supporto e Aliquote di Pronto Intervento, nate per far fronte a situazioni ad alto rischio e alle minacce terroristiche. «Si tratta di personale altamente qualificato che si confronta con le migliori unità speciali a livello internazionale», ha sottolineato il comandante.
Il calendario dedica inoltre ampio spazio agli Squadroni Cacciatori di Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna, agli elicotteristi dell'Arma, impiegati anche nelle attività di contrasto ai reati ambientali e nella ricerca dei fuggitivi, e al RIS, il Raggruppamento Investigazioni Scientifiche, eccellenza riconosciuta nel settore delle indagini tecnico-scientifiche.
Tra le tavole figurano anche il Nucleo Ispettorato del Lavoro, impegnato nella vigilanza sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, il NAS per la tutela della salute pubblica e il Comando Tutela Patrimonio Culturale, che opera a livello internazionale per contrastare il traffico illecito di opere d'arte e recuperare beni sottratti al patrimonio nazionale.
A chiudere il percorso è il Reggimento Carabinieri a Cavallo, definito da Marinucci «un fiore all'occhiello dell'Arma». Un reparto che non svolge soltanto compiti di rappresentanza, ma viene impiegato anche nei servizi di ordine pubblico, nelle attività di assistenza alla popolazione e nel controllo delle aree rurali e impervie.
Il messaggio conclusivo dell'edizione 2027 è affidato all'immagine del carabiniere accanto ai cittadini, in particolare agli anziani e alle persone più fragili, e a quella di due giovani ufficiali che rappresentano il futuro dell'Arma. Insieme al Calendario Storico sono stati realizzati anche il tradizionale calendaretto da tavolo e il planning annuale, quest'anno dedicati ai nuclei radiomobili e al pronto intervento.