CRONACHE TARANTINE
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Sulla “pelle” esterna del nuovo “Erasmo Iacovone” presto scorreranno immagini in movimento, proiezioni luminose capaci di trasformare lo stadio in un grande schermo urbano, vivo, pulsante, in dialogo continuo con la città.
È da questo dettaglio visionario che si può intuire la portata del progetto di rinnovamento ma intanto un altro tassello fondamentale sta prendendo forma: l’area hospitality che sorgerà nella parte superiore della Tribuna centrale, i cui lavori sono ufficialmente partiti come da cronoprogramma.
Nella foto allegata si vede il cantiere in piena attività: una struttura metallica in fase di assemblaggio, operai con caschi e pettorine fluorescenti impegnati a fissare travi e supporti, piattaforme sollevate che raggiungono la quota della futura copertura, materiali ordinati sul piazzale e, sullo sfondo, la geometria delle tribune che già racconta la nuova identità dell’impianto. È un’immagine che restituisce la concretezza dell’avanzamento dei lavori e la precisione con cui si sta procedendo verso gli obiettivi fissati.
L’area hospitality, secondo le informazioni disponibili e in linea con gli standard degli impianti sportivi di ultima generazione, comprenderà ambienti lounge, zone ristoro, spazi per incontri istituzionali, affacci privilegiati sul campo e servizi dedicati a delegazioni, partner e ospiti internazionali. Sarà un luogo pensato per accogliere durante i XX Giochi del Mediterraneo del 2026 ma, anche, per diventare un elemento stabile nella futura vita dello stadio, utile per eventi, conferenze e attività collaterali.
Intanto l’intero complesso procede verso la consegna prevista per il 20 luglio, con l’obiettivo di restituire a Taranto un impianto moderno, funzionale e riconoscibile. Un vero e proprio gioiellino, come conferma la descrizione ufficiale pubblicata sul sito dello Studio di architettura Cecchetto&Associati. Il rinnovamento prevede il ridisegno degli spazi esterni, un nuovo terreno di gioco, tribune completamente coperte e locali funzionali per atleti, spettatori, stampa e media. La capienza sarà di poco superiore ai 20.000 posti, pensati per ospitare non solo le competizioni sportive ma anche le attività ludiche e cerimoniali legate all’inaugurazione e allo svolgimento dei Giochi.
Elemento distintivo del progetto, si legge sempre nel sito dello Studio di architettura, è l’involucro in lamiera stirata che avvolgerà le tribune, un anello traslucido che protegge dagli agenti atmosferici, garantisce aerazione naturale e, soprattutto, diventa superficie di proiezione. Grazie alle forature della lamiera, la struttura resiste alla spinta del vento senza deformarsi mentre all’esterno potrà animarsi con immagini dei giocatori, dei partecipanti agli eventi o con contenuti dedicati alla città, trasformando lo stadio in uno schermo a scala urbana e rendendo possibile una partecipazione diffusa, anche al di fuori dei momenti di gara.
È un’idea architettonica che unisce funzionalità, estetica e identità territoriale, restituendo a Taranto un impianto capace di rappresentarla e di proiettarla verso il 2026 con una nuova energia. E mentre l’area hospitality comincia a prendere forma, il mosaico del nuovo Iacovone continua a comporsi, giorno dopo giorno, verso l’appuntamento che segnerà una tappa decisiva per la città.