CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
La discussione sul possibile rientro del sindaco Piero Bitetti nel Partito Democratico, nata quasi come un sussurro politico, è diventata nel giro di poche ore un vero caso nel centrosinistra tarantino.
Una vicenda che ha preso forma pubblicamente, con toni diversi e sensibilità opposte, fino a trasformarsi in una delle questioni più calde dell’estate politica ionica.
Il primo scossone è arrivato dal vicesindaco Mattia Giorno, che ha frenato con decisione sull’ipotesi di un ritorno del sindaco nei ranghi dem. Una posizione netta, che ha immediatamente riaperto il dibattito interno. A stretto giro è arrivata la replica del consigliere regionale Mino Borraccino, autore della proposta e intenzionato a rivendicarne la trasparenza: nessuna manovra nelle retrovie, nessun accordo nelle “stanze fumose”, ma un’idea lanciata alla luce del sole, davanti a centinaia di persone alla Festa dell’Unità di Talsano.
Borraccino ha difeso la sua linea: per lui l’ingresso di Bitetti nel Pd non indebolirebbe la giunta, anzi la rafforzerebbe, ampliando la rappresentanza politica e consolidando la stabilità amministrativa. Ha richiamato anche le parole di Gianni Florido, definito “padre nobile” del Pd tarantino, che ha mostrato apertura alla riflessione. E ha risposto al segretario cittadino Tursi, ricordando che diversi circoli e iscritti vedrebbero positivamente l’operazione.
Poi, l’appello diretto a Giorno: i giovani, dice Borraccino, devono aprire porte, non chiuderle. E Bitetti, secondo lui, porterebbe un contributo politico e amministrativo di peso.
Fin qui la querelle. Ma c’è un elemento nuovo: abbiamo sentito il sindaco.
Alla nostra domanda sulla possibilità di un suo ingresso nel Pd, Bitetti ha risposto con una frase che pesa più di molte analisi:
«Non sono particolarmente concentrato in questo momento».
Una dichiarazione che non chiude la porta, ma nemmeno la spalanca. Una sospensione, un tempo di riflessione che rimette la palla al centro.
Una partita politica che rivela più del risultato.
La vicenda del possibile rientro di Bitetti nel Pd dice molto più del suo esito finale. Racconta un partito che discute, che si divide, che prova a capire quale identità vuole avere in una città che sta cambiando. Racconta anche un sindaco che, pur ascoltando, non si lascia trascinare dalla corrente del momento.
La politica tarantina, spesso abituata a movimenti silenziosi, questa volta si muove alla luce del sole. E questo, comunque vada, è già un segnale di maturità.
Il resto lo dirà il tempo: quello della città, quello del partito, e quello del sindaco che — almeno per ora — osserva, valuta e non si lascia distrarre.